Tecniche di memorizzazione per lo studio

Ognuno di noi ha un metodo di studio collaudato, frutto empirico di anni di scuola, ma esistono delle tecniche universali, valide per tutti, per concentrarsi, per apprendere e per memorizzare.

Soprattutto per gli studenti, la velocità di apprendimento è fondamentale, perché il tempo a disposizione per compiti in classe, interrogazioni o esami universitari è sempre poco, e mangia altro tempo alle attività lavorative o semplicemente di svago alle quali vorremmo dedicarci.

Non si tratta, quindi, soltanto di quantità, ma di qualità: chi non vorrebbe avere lo stesso risultato nella metà del tempo? L’unico modo possibile, è capire come velocizzare il processo di apprendimento.

Andiamo a vedere allora due tecniche di memorizzazione per lo studio.

Mappe mentali

Banale forse, ma lo strumento più efficace per la memoria è sicuramente la mappa mentale. Perché funziona così bene? Perché nella redazione di una mappa mentale utilizziamo fantasia e creatività, ovvero le due qualità con cui la nostra memoria lavora meglio. Vediamo come funziona.

Per costruire una mappa mentale dobbiamo mettere al centro del foglio un’idea cardine dalle quale partono tutte le altre idee. Questo per focalizzare una gerarchia e avere una visione di insieme dell’argomento: un intero libro di testo in un foglio A4.

Il nostro cervello funziona esattamente come una mappa mentale, perché si base su una geometria radiale e non lineare, permettendo l’associazione di molti concetti tra loro.

Dall’idea centrale, facciamo partire delle frecce o delle linee verso le estremità del foglio. Ogni freccia porterà a un altro concetto, legato a quello centrale, ma diverso. Ordiniamoli gerarchicamente (da destra a sinistra, dall’alto al basso, come preferiamo), e sintetizziamoli con una parola chiave e un’immagine. La nostra memoria funziona per lo più per immagini, ma ogni persona ha capacità diverse: troviamo quella più adatta a noi e organizziamo in base a questa la nostra mappa mentale.

La tecnica delle stanze.

Forse la più antica tecnica mnemonica conosciuta, già utilizzata al tempo dei Romani, fu inventata da Cicerone in persona e dopo più di duemila anni di Storia è ancora utilizzata in ambito scolastico, accademico e professionale.

La tecnica delle stanze parte dall’assunto che per il nostro cervello è più facile ricordare i concetti se associati a parole o immagini. Nello specifico, con questa mnemotecnica, andremo a immaginare un luogo, un percorso che facciamo abitualmente, per esempio da casa a scuola, o qualunque altro itinerario preferiamo.

Individuiamo dei punti di riferimento lungo il percorso, per esempio un semaforo, il bar, il benzinaio, casa di un conoscente, un negozio in particolare e così via. A ogni checkpoint associamo le informazioni che vogliamo ricordare, i punti cardine del nostro esame o discorso.

Quando ci toccherà parlare (o scrivere) basterà ripensare alla strada che abbiamo scelto e immediatamente ricorderemo ogni associazione che abbiamo programmato, evitando così di dimenticare alcune informazioni e riuscendo a mantenere più facilmente il filo logico del nostro studio.

Si chiama tecnica delle stanze perché in origine ogni concetto era associato a una stanza della casa. ma le case sono sempre più piccole…

Ora che hai appreso due tecniche di memorizzazione per lo studio, non dimenticare di metterle in pratica!

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