Essere giudicati dagli altri quanto importa.

L’esperimento dello psicologo polacco Solomon Asch ha voluto dimostrare come le scelte individuali vengano fortemente influenzate dalle scelte effettuate dal gruppo. E’ riuscito a dimostrare come le persone all’interno di un gruppo tendono a farsi influenzare e a decidere seguendo un’opinione dominante (provate ad applicare questo esperimento alle scelte politiche che vengono comunemente accettate). L’esperimento consiste nel mettere cinque persone, quattro “complici” ed uno completamente ignaro dei risvolti della prova, davanti ad una scelta: guardare una linea sulla parte sinistra del foglio (figura 1) e dire quale delle tre linee disegnate sulla destra (figura 2) ha la stessa lunghezza.

Esperimento di Solomon Asch
Esperimento di Asch – Quanto conta il giudizio degli altri sulle nostre scelte?

Ai quattro “complici” è stato chiesto di indicare sempre la stessa linea sbagliata, così facendo si vedrà se il protagonista dell’esperimento verrà influenzato dalle scelte effettuate dal gruppo. Dopo una prima iniziale dissonanza dal gruppo (quindi il protagonista aveva scelto le linee corrette) inizia a dare risposte contro la propria volontà allineandosi alle scelte del gruppo. Noi tendiamo a conformarci al gruppo. Siamo creature sociali e diamo molta importanza a quello che pensano gli altri, anche se non siamo d’accordo. La dinamica del gruppo è tra le più potenti influenza per la psicologia umana. Dice Solomon Asch: Il fatto che persone giovani, intelligenti e ben intenzionate siano disposte a chiamare bianco il nero è una situazione preoccupante. Fa sorgere dubbi sui nostri sistemi di educazione e sui valori che guidano il nostro comportamento.

Facendo leva sul freudiano istinto del gregge, il condizionamento sociale non si basa su motivazioni logiche e razionali. La tendenza a seguire ciò che fanno gli altri nasce in parte da motivazioni psicologiche di volersi in qualche modo sentire parte di un gruppo. Ne parla anche lo psicologo statunitense Robert Cialdini nel suo libro “Le armi della persuasione” definendolo come “principio della riprova sociale”.

Alcune letture consigliate sull’argomento:


Ti è mai capitato di chiederti come mai ad esempio su Facebook o Youtube i video nei quali vengono ripresi ragazzi che giocano al PC bestemmiando oppure che compiono dei gesti assurdi hanno un numero di visualizzazioni altissimo? La probabilità che un video “stupido” venga visualizzato e condiviso è altissima rispetto ad un normale video. E’ diventato quindi fondamentale difendersi da questi meccanismi di acquisizione automatica dei comportamenti sociali.

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Ma in che modo potremmo difenderci se sono dei meccanismi automatici? La prima cosa che possiamo fare è eliminare l’eccessiva ricerca di approvazione delle altre persone (e di conseguenza il timore del loro giudizio) nelle cose che facciamo quotidianamente. Bisogna cercare di sviluppare una capacità difficilissima da trovare nelle persone comuni: il senso critico. Ma come faccio a sviluppare una capacità (soft skill) di questo tipo:

1) Ricordati di metterti sempre in discussione

E’ vero, non piace a nessuno ammettere di avere torto, eppure riconoscere l’errore è molto più difficile di confermare una propria convinzione. Purtroppo in questo il nostro cervello non ci aiuta, perchè tende a seguire quelli che vengono definiti “bias cognitivi” (ne parlerò in un altro articolo :-)). Il nostro cervello infatti, cerca sempre delle scorciatoie per affermare ciò che è vero e ciò che secondo lui non è vero; tende a filtrare le informazioni accettando quelle che supportano una propria convinzione, scartando quelle che non si allineano a questa scelta.

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Questo, come potete capire,  potrebbe rappresentare un pericolo, limitando la nostra percezione della realtà,  in quanto queste “scorciatoie” vengono adottate dal cervello sia verso un’idea corretta che su un’idea sbagliata. Un esempio classico è il fatto che è molto più semplice pensare che fumare non faccia poi così male piuttosto che ammettere che con la giusta dose di impegno si potrebbe porre fine a questo vizio.

2) Verificare sempre la fonte delle notizie

Oggi più che mai questo principio dovrebbe valere. Siamo abituati a prendere qualsiasi notizia passi dal nostro feed Facebook per buona senza andare a verificare la fonte che ha diffuso la notizia. Ancora peggio è dimostrato che la maggior parte delle persone si costruisce una propria convinzione sull’argomento solamente dal titolo della notizia senza andarla effettivamente a leggere. Fateci caso, guardate quanta gente condivide notizie e chiedete loro (se ne avete la possibilità) di farvi un breve riassunto di quanto letto; rimarrete stupiti! 🙂 Rimani quindi alla larga dai post che iniziano con frasi tipo “Vergogna….” oppure “condividi se sei indignato..” Questa tipologia di post mira a stimolare facili sentimenti di indignazione che portano le persone a condividere, sentendosi parte di un gruppo che già ha fatto questo tipo di scelta.

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3) Cercare di distinguere i fatti dalle opinioni

E’ importante fare sempre una distinzione tra fatti e interpretazione dei fatti. La maggior parte delle volte tende a far prevalere una propria opinione rispetto ad una verità oggettiva. Il fatto è un dato oggettivo, non a caso si utilizzano frasi come “è un dato di fatto” essendo appunto una cosa certa, definita, chiara, condivisa, oggettiva, comprensibile da tutti allo stesso modo. Esattamente al contrario del “dato di fatto”, l’opinione è influenzata dal mio essere, dal mio vissuto, è personale, è governata dalle mie influenze positive e dai miei mal di pancia. L’espressione: “secondo me non gli sono simpatico” ad esempio è un opione di qualcuno su qualcun altro e non rappresenta un fatto.

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