L'impotenza appresa - l'esperimento di Martin Seligman

Lo psicologo americano Martin Seligman, durante un suo esperimento nel 1967 scoprì accidentalmente questo meccanismo psicologico conosciuto come impotenza appresa. Quest’ultima è colpevole del fatto che molte persone ritengono che una situazione negativa è inevitabile e non dipendente dal proprio comportamento. Sicuramente ti sarà capitato di conoscere persone che sembrano bloccate nei loro problemi e nelle loro situazioni negative senza un evidente motivo che giustifichi tale situazione. Passiamo alla spiegazione dell’esperimento del dott. Seligman che ha portato alla luce questo comportamento che si riscontra nell’essere umano come nell’animale.

Lo psicologo mise un cane all’interno di un box nella quale era installato uno speaker che emetteva un fastidioso suono in continuazione. Il cane, in questo caso, non aveva possibilità alcuna di evitare l’emissione del suono ed era costretto, quindi, a subirne il fastidio. Poi, prese un altro cane e lo mise nello stesso box che però permetteva al cane di evitare il fastidioso suono semplicemente saltando dall’altra parte del box in cui non veniva emesso alcun suono. Ovviamente il cane che non aveva avuto alcuna esperienza negativa precedente saltò dall’altra parte evitando così il fastidio del suono.

Poi prese nuovamente il primo cane e lo mise nello stesso box (che permetteva quindi di saltare ed evitare il fastidioso suono). Anche se quest’ultimo era stato messo nelle condizioni di poter evitare il suono preferiva abbandonarsi all’idea che quella situazione fosse inevitabile e non dipendesse da una sua azione.

Impotenza appresa - l'esperimento di Martin Seligman
Impotenza appresa – l’esperimento di Martin Seligman

Questo strano comportamento lo portò ad estendere i suoi esperimenti anche ad esseri umani. Cinque studenti vennero chiusi all’interno di una stanza e sottoposti a continui e fastidiosi rumori per un certo periodo di tempo. Inizialmente gli studenti provarono a far cessare il fastidioso rumore armeggiando delle manopole presenti sul muro, senza però riuscire a modificare in alcun modo l’intensità del rumore. Successivamente furono spostati di stanza e sottoposti allo stesso fastidioso rumore. In questo caso però, non sapendolo, gli studenti avrebbero potuto far cessare il rumore con le stesse manopole presenti sul muro. Tuttavia gli studenti avevano appreso che si trattava di una situazione a cui loro non avrebbero potuto porre rimedio e quindi non provarono neanche a muovere le manopole sul muro (come precedentemente fatto) per far cessare il rumore. L’impotenza appresa spiega la situazione in cui ci arrendiamo al fatto che nulla può essere fatto per controllare o migliorare una determinata situazione (la si dà quasi per scontata) e quindi tendiamo a non provarci nemmeno.


Libri da leggere del dott. Martin Seligman


Come faccio a riconoscerla?

Chi soffre o ha sofferto di depressione avrà avuto modo di conoscere questo stato d’animo in cui tutto sembra perduto, inutile e già definito dal destino. C’è da sottolineare che il comportamento riscontrato dal dott. Seligman durante il suo esperimento non è applicabile a tutte le persone. Infatti le persone definite “ottimiste” reagiranno ad una condizione negativa in maniera diversa. Lo spiega molto bene lo stesso Seligman nel suo ultimo libro “Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero”.

Per fare un esempio di come ognuno di noi affronta un evento negativo, pensiamo ad un colloquio di lavoro andato particolarmente male. Le persone che tendono a spiegare l’evento associandolo ad una propria colpa (fattori interni e stabili) probabilmente risponderanno all’evento negativo con frasi del tipo: “Sono troppo vecchio per trovare lavoro” oppure con “Sono un incapace”. Se mi sento un incapace o troppo vecchio per trovare lavoro le cose difficilmente cambieranno ed inoltre sto considerando il fatto di essere un incapace nella sua globalità e non soltanto in riferimento all’evento (in questo caso ero incapace di svolgere quel lavoro).

Diversamente, le persone che hanno un atteggiamento mentale “positivo” tenderanno ad associare l’evento negativo ad un fattore esterno. Esse infatti spiegheranno l’accaduto con frasi del tipo “Sicuramente dovevano assegnare il posto a qualcun altro” oppure “Devo migliorare questo aspetto per poter ambire a questa tipologia di lavoro”. Questo modo di pensare è un potente scudo contro futuri eventi negativi ed inoltre è un ottimo stimolo per migliorarsi continuamente. Diversamente le persone che associano a fattori interni gli eventi negativi saranno più vulnerabili a stati d’animo di tipo depressivo. Inoltre uno stile di pensiero pessimistico tende nel tempo ad auto-alimentarsi andando ad aumentare gli effetti negativi sulla persona.

Ma come si affronta l’impotenza appresa?

Vediamo quindi come provare a gestire quei sentimenti negativi naturalmente indotti dall’impotenza appresa.

  • Prima di tutto ti consiglio vivamente di credere di più in te stesso e convincerti del fatto che tu puoi fare la differenza in ogni situazione che la vita ci mette di fronte.
  • Scrivi (veramente! prendendo carta e penna) un obiettivo sul quale desideri concentrarti nel prossimo mese. Cerca di concentrarti su un’area specifica della tua vita che desideri migliorare (che sia il peso, cambiare la tua attuale occupazione, etc…). Non affrontare altri cambiamenti finchè non sarai certo di aver ottenuto risultati nell’obiettivo preposto. Questo eviterà di porti troppi obiettivi che poi non saprai gestire.
  • Sembra una cosa banale, ma sapersi complimentare con se stessi di una buona azione aumenta la capacità di pensare in maniera più ottimistica.
  • Smettila, una volta per tutte, di criticarti andando sempre a puntualizzare ogni errore che fai. Sappi che il successo è al 99% fatto di fallimenti.
  • Cerca di circondarti da persone positive (come me 😊 ) che sappiano stimolare e valorizzare i tuoi punti di forza e non cercano invece di abbatterti con frasi del tipo “cerca di essere realistico, non ce la farai mai” oppure “a volte è meglio un uovo oggi che una gallina domani.” NO! Se vuoi una cosa fai di tutto per ottenerla e ricorda che è dimostrato che ognuno di noi è la media delle cinque persone che frequenta di più.

Tutti questi atteggiamenti mentali “positivi” sono riconducibili ad una “psicologia positiva” di cui appunto Martin Seligman ne è pioniere.

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire. Condividi il Tweet

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